Il tempo rubato è, tecnicamente, un modo di suonare permette all'esecutore di "prendersi i suoi spazi", di dilatare note e pause a piacimento.
giovedì, 15 maggio 2008

come uatu, l'osservatore

scrivo solo ed esclusivamente per scrivere, per tenere il blog# aggiornato. aggiornato con cosa#, di preciso# non lo so, dal momento che non amo scrivere i fatti miei qua, a meno che non abbiano una attinenza con qualcosa su cui poter fare un discorso un po' più ampio. il fatto è che ultimamente ho la testa impegnata da tante altre cose. non che ne faccia troppe, ma, semplicemente, quelle che faccio mi tengono la testa impegnata molto a lungo. trovo comunque un grande sfizio gironzolando per tutti i blog che conosco, anche se non lascio sempre commenti.

di cose ne capitano e ne capiteranno, se e quando avrò tempo scriverò. nel frattempo, al solito, mi limiterò a osservare e a commentare quando riterrò opportuno farlo. mi sembra pacifico.

dovrò, per un esame, scivere un pezzo di musica elettronica, e scrivendo il post ho cominciato a farlo germinare. ma sono sicuro che nessuno se ne fosse accorto leggendo...

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 23:59 | | commenti
venerdì, 25 aprile 2008

che cos'è il genio?

l'altra sera ho visto in seconda/terza serata un programma su walter chiari. con il dispiacere per il fatto che un programma così passi tardi e che chi ha la mia età non sappia neanche che faccia avesse, vorrei citare una meravigliosa frase che il grande comico avrebbe voluto scritta sulla sua lapide - non so se l'abbiano messa davvero -:

non vi preoccupate, è solo sonno arretrato.

colpo di genio.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 13:02 | | commenti (3)
venerdì, 28 marzo 2008

r.e.m.

dal momento che oggi è uscito in europa accelerate, il nuovo cd dei r.e.m., mi sento di spendere due parole sul gruppetto. non riguardo al disco, dal momento che non ce l'ho ancora visto che l'edizione speciale arriverà, speranzosamente, la prossima settimana. io l'ho ordinata, vedremo. non posto foto, nè altre cose, non ne sento il bisogno: so che ciò rende la lettura più difficoltosa sul pc, perdonatemi.

al momento questo è l'unico gruppo del quale compro i dischi a scatola chiusa: anche non avessi sentito il nuovo singolo, supernatural superserious, che è molto bello, avrei comprato il disco senza battere ciglio, anche a prezzo pieno in un negozio che non fa sconti. perchè i r.e.m. sono gli unici che in 25 anni di carriera hanno mantenuto uno standard paurosamente alto nella qualità dei dischi; qualcuno è riuscito meno bene di altri - per me fables of the reconstruction, green, out of time e monster non sono stratosferici -, ma credo che anche questi loro picchi "in negativo" sarebbero stati fiori all'occhiello nella discografia di praticamente qualsiasi altro gruppo coevo - penso anche e soprattutto agli u2, che sono la loro contropartita europea sotto molti aspetti ma che per me non reggono assolutamente il confronto -. e poi, dopo un disco un po' meno ispirato, arrivava un super-capolavoro: bordate come document, automatic for the people, up, around the sun giustificherebbe anche delle gran cagate che, ribadisco, qui mancano del tutto.

il mio primo approccio con il gruppo di athens, georgia è stato con daysleeper, nel '98; mi feci regalare da mia cugina up, che in questi giorni sto riascoltando e devo dire che non ha perso smalto. erano i r.e.m. nuovi, ma io non potevo saperlo, e non lo avrei detto: così maturi, così equilibrati, non sentivo da nessuna parte che mancasse un elemento - dopo aver sentito i dischi precedenti posso dire che qua e là un pochino di smarrimento forse c'era, ma è anche lì il fascino di quel disco -. e poi nightswimming, at my most beautiful, talk about the passion, so. central rain, maps and legends, fall on me, it's the end of the world as we know it (and i feel fine), losing my religion, drive, try not to breathe, everybody hurts, find the river, man on the moon, strange currencies, what's the frequency, kenneth?, leaving new york... non posso finire l'elenco, già così è troppo lungo.

questo è il motivo per cui compro i loro dischi a scatola chiusa, quello che mi aspetto mi piace tantissimo; e, finora, non hanno mai deluso le attese.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 23:19 | | commenti (3)
mercoledì, 26 marzo 2008

gli slogan d'altri tempi

per pasqua sono andato al battesimo della mia nipotina, e per pranzo ho mangiato dalle mie parti. questa volta, però, avevo la macchina fotografica e sono riuscito a fissare in un'immagine la meravigliosa frase risalente al ventennio che ancora troneggia nella piazza principale del paese in cui abita una mia cugina. ora sento che mi mancano quegli slogan belli di una volta, che ti fanno sentire che sotto c'hai 2 palle così. eccolo qua, per tutti: LA STASI DEBILITA, L'AZIONE RINFRANCA. così si fa, cazzo.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 00:21 | | commenti (3)
mercoledì, 05 marzo 2008

pattonkonzert

questa sera sono andato al concerto di mike patton con gli zu. sono stato indotto da amici, ovviamente. ho qualcosa di patton, ma non mi sarei mai deciso ad andare da solo là. che poi alla fine da solo ci sono stato per davvero, visto che i miei amici sono stati sotto il palco e io mi sono decentrato perchè c'era troppo bordello: già la musica prima del concerto martellava nelle viscere, e a me quelle cose danno fastidio. allora sono stato di lato, fuori dall'occhio delle casse. non mi sono privato di un piccolo attacco di panico, ma non stare nella ressa e fuori dalle vibrazioni più forti mi ha aiutato a reggere.

comincia il concerto e decido di andarmene: solo rumore. mi dico allora di non fare lo schizzinoso, e che io stesso sono una specie di guru del casino. la differenza, mi ha aiutato a capirlo, è che io non faccio sommergere tutto dal rumore, lo tengo sotto controllo. sta di fatto che alla fine mi sono seduto su un tavolo in fondo e il concerto l'ho seguito. ci sono stati dei momenti gradevoli, cioè quelli in cui spiccava patton e i suoi ricordi zorniani, ma sta di fatto che questa musica la devo prendere da una certa distanza - in senso letterale -: delle bordate viscerali non sono esattamente quello che voglio.

ma a questo punto, se questa musica va ascoltata così, se io la ascolto in tutt'altra maniera, ne cambio il senso? e la stessa musica che sentivano i tipi fumati ed esagitati sotto il palco? credo siano valide sia risposte positive che negative, e la domanda in fondo è retorica, per cui non cerco risposte spicciole. approfondirò l'argomento in separata sede. rimane comunque il fatto che ora, per controbilanciare l'equazione, sto ascoltando roba melensa ed estremamente melodica.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:47 | | commenti (1)
giovedì, 21 febbraio 2008

(ci) sono e/o (ci) faccio

vorrei dire che non scrivo spesso perchè sono molto impegnato, ma non sarebbe del tutto vero; infatti ogni sera un giretto su internet me lo faccio, anche solo per dare una lettura qua e là, soprattutto in un paio di forum che bazzico. poi però sono impegnato per davvero, tra esami, concerti fatti e da preparare, allievi, mezzi progetti dei quali non parlo per ora per scaramanzia. e poi, musica da scrivere.

sì perchè quella proprio non riesco a fermarmi, in un modo o nell'altro esce sempre. ad esempio, con i silence please si sta pensando ai pezzi nuovi da inserire nel repertorio; ne abbiamo già pronti 2 nuovi oltre a quelli del disco, e mi sono accorto di averne 16 lì che aspettano più tante iniziate (che vuol dire, con quei gran musicisti che sono i ragazzi, già finite). nell'incertezza su quale proporre ai ragazzi, ne ho scritta un'altra. in più ho tirato giù 5 ninnananne per la mia nipotina e ho finalmente registrato un pezzo sperimentale per chitarra elettrica che spero sarà il primo di una lunga serie. ho trovato un incentivo importante nel farlo nella chiacchierata con il compositore giapponese dai fujikura qualche settimana fa, cui sottoporrò la mia robaccia - sperimentale e silence please -. in più un numero incalcolabile di pezzi che inizio e non finisco mai, con il risultato che poi li dimentico, perchè molto spesso non ho neanche la pazienza di scriverli.

comunque, direi, ci sono.

silence please live: 13 marzo 2008, vetrina sonora, Via Massari, 240/36, torino.ingresso libero, ore 22.30.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 00:34 | | commenti (4)
venerdì, 01 febbraio 2008

il drharrison in un locale fashion elucubra sul mondo circostante

stasera sono andato con due coppie di amici - io sono il brevettatore assoluto del ruolo di "quinto incomodo" - in un locale terrificante. avete presente gli incubi fashion che uno pensa esistano solo in alcuni film e nelle esterne di "uomini e donne"? - come faccio a sapere cosa sono le esterne di "uomini e donne"?!?!?!? -. ecco, il posto era così. l'età media era sui 40, cosa che, di per sè, non mi dà fastidio, anzi: ho amici di quell'età, e ho sempre gradito - se non preferito - la presenza di persone più grandi di me. il fastidio nasce quando vedi degli adulti tirati - e che probabilmente hanno tirato - da far paura, bardati da guerra e che probabilmente hanno parcheggiato il cayenne sgommando su un marciapiede. non so se sono peggio quelli, o le donne che fanno le ragazzine. ho bisogno di aiuto a riguardo: una donna di 40 è giovane, ai miei occhi. perchè quelle sembrano delle tardone impietose? al tavolo accanto al mio erano seduti quattro gallinacei alla evidente ricerca - perdonate la volgarità - di un cazzo dotato di portafoglio. truccate che posso giustificarle solo perchè è carnevale - e ogni scherzo vale -.

beninteso, vivo e lascio vivere. e, tra l'altro, vedremo come sarò messo io a 40 anni - probabilmente, se è vero il fatto che sono nato vecchio e ora vado in discesa, sarò sulla quindicina scarsa; ma ciò non giustificherà in alcun modo eventuali sindromi di pinocchio o affini -. e forse sono io quello che sbaglia, non loro. anzi, no, nessuno dei vari citati sbaglia - così metto d'accordo tutti -.

ma forse, e dico forse, sono solo incazzato perchè per una volta in vita mia avevo una camicia a quadri vagamente da boscaiolo in un locale mostruosamente fashion; io, noto magister elegantiarum. ah, a volte cosa non fa pensare l'incazzatura...

 

edit: sabato 9 febbraio NO FRILL ACOUSTIC TRIO live al pocahontas di gassino. ore 22.00, l'indirizzo non lo so neanch'io...

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:34 | | commenti (2)
lunedì, 14 gennaio 2008

la piccola daisy

chissà cosa deve aver pensato di me la cassiera della fnac quando oggi mi sono presentato alla cassa con un cd di musica pianistica di alban berg, arnold shoenberg e anton webern e un libro di stephen hawking. o che sono una persona noiosa - e avrebbe indovinato - o che sono potenzialmente una persona pericolosa. un po' come nel test cui viene sottoposto will smith in men in black: di fronte a mostri di tutti i tipi, lui decide di sparare alla piccola daisy. perchè, dice lui, una bambina bianca in un vicolo buio popolato di mostri con un libro di fisica quantistica è la vera minaccia. ecco, io sarei la bambina bionda, con le fondamentali differenze che non sono una femmina, non sono biondo e che in un vicolo buio pieno di mostri non ci starei - ma forse è proprio in questa ultima differenza che si racchiude il segreto -. personalmente, ho sempre invidiato il personaggio di will smith perchè in un istante riusciva a cogliere tutti quei particolari; io avrei sparato a tutti, tanto per star sicuri.

approfitto del mezzo per scopi personali:

venerdì 18 gennaio alle 23 i Silence Please suonano al The Beach, ai Murazzi del Po, per il concorso Torino Sotterranea: venite, abbiamo bisogno dei vostri voti!!!

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 00:35 | | commenti (1)
mercoledì, 02 gennaio 2008

2oo8

un saluto al 2008 che arriva, decisamente inatteso - io mi aspettavo al limite un 2005 o 2006, non di più -. la cosa curiosa è che fino al primo pomeriggio del 31 dicembre ero della fermissima idea di non fare niente, di stare a casa, di godermela da solo. cambio idea, telefono ad amici che avevo paccato e passo quello che al momento mi pare sia stato il più bel capodanno della mia vita. ho fatto il buffone - tra poco in rete potrebbe circolare una mia foto con baffoni alla groucho e parrucca alla ninetto davoli -, ho suonato con amici meravigliosi, che sono riusciti anche a commuovermi: ho suonato un pezzo al piano, e si sono alzati tutti in piedi ad applaudire. questa cosa mi ha impedito di dormire. e poi aver parlato con una coppia di questi amici fino alle 6.20 in macchina...

saluto al meglio un 2007 che, nel mio bilancio personale, ricorderò come un brutto anno, oltre che difficile. non sto qui a scrivere perchè - il blog non mi serve a questo -, ma metterò le cose positive che mi sono capitate nell'ultimo anno e che qui possono avere ragione di essere. parlo di ciò che ho scoperto quest'anno, di non ciò che è uscito quest'anno.

letture: beh, ragazzi, di gaiman avevo già letto american gods, ma sandman è stata una scoperta di quest'anno che, devo dire, mi è proprio piaciuta. ma proprio tanto, al punto di dare titoli alle ninnananne che ho scritto per la mia neonata nipotina - altra cosa recentissima e meravigliosa!!! - ispirati a quel gran fumetto.

poi crisi sulle terre infinite, la sceneggiatura, in senso strettamente fumettistico, più favolosa che abbia mai visto. per me, meglio di watchmen e del moore che ho letto - in senso strettamente fumettistico, eh! -.

understanding comics di mccloud è stata una meravigliosa lettura, quantomeno stimolante.

siccome non leggo solo fumetti, direi che le altre letture che mi sono rimaste impresse di quest'anno sono state il giro di vite di james, il fedone e il convito di platone, tsubasa di mishima - talmente breve quasi da non contare... - e la sincronicità di jung - dal momento che le coincidenze significative praticamente mi piovono addosso quotidianamente... -. questo per fare i colti, mica cazzi.

se posso aggiungere delle piccole delusioni, ci metterei harry potter and the deathly hallows della rowling, new thing di wu ming 1 - parte benissimo e finisce col culo - e, non quanto questi, dedalus di joyce: mi aspettavo qualcos'altro, colpa mia.

di film, mi viene solo in mente il quinto harry potter che mi è piaciuto abbastanza; spiderman 3 molto meno dei predecessori. altri film che mi vengano in mente, proprio non ce n'è. ah, sì, mi vergogno un po' ma manuale d'amore 2 mi è piaciuto.

per quanto riguarda la televisione, della quale rimango carissimo affezionato, quest'anno lost è stato uno shock clamoroso, e oramai ne sono dipendente. uno dei terremoti più grossi del mio 2007, non c'è dubbio.

musica: cercherò di non esagerare. ho fatto delle scoperte entusiasmanti, come elvis costello, di cui ho parlato anche troppo in precedenza, in particolare north e deep dead blue con bill frisell, altre molto piacevoli come i talking heads - ma quelli in pratica li ho solo approfonditi, ormai li si conosce -. un grande disco è no quarter - unledded di robert plant e jimmy page, proprio una bomba. buono anche l'ultimo di morgan, anche se dei suoi casini con la argento me ne frego relativamente poco. molto bello the boy with no name dei travis, non ci speravo assolutamente. splendida e inaspettata sorpresa è stata love dei beatles, che per un profondo conoscitore della materia come il sottoscritto è stato come andare in un parco dei divertimenti a tema: non un best rimasterizzato, un gigantesco medley con di tutto dentro. divertentissima la yellow magic orchestra, veramente. ovviamente grandi i kraftwerk, anche se mi aspettavo di più. e anche da james taylor speravo qualcosa di meglio nel complesso, anche se lo apprezzo moltissimo. per il jazz, soprattutto sound grammar di ornette coleman. come proposito per l'anno nuovo, oggi ho ascoltato un capolavoro che mi sono comprato pochissimi giorni fa, che ho già aggiunto alla colonna a destra: where? di ron carter.

più che splendide scoperte sono state le due raccolte di images per pianoforte di debussy, soprattutto eseguite da benedetti michelangeli, quatour pur la fin des temps di olivier messiaen, il quartetto in fa maggiore e gaspard de la nuit di ravel, la appalachian spring suite di copland. c'è sicuramente tanta altra bella musica che ho sentito quest'anno - lo stesso valga per i libri e i fumetti e i film -, ma quelli per cui valga la pena ricordare il 2007 direi essere questi.

ricorderò quest'anno anche per il disco che abbiamo fatto...

ma soprattutto per una laurea che dire essere andata benissimo è eufemistico - segue foto di mrharrison prima di diventare il drharrison davanti al wizengamot -. con se nonostante tutto ciò continuo a considerarlo un anno negativo, vuol dire che ho omesso volontariamente tante cose. buon inizio e buon proseguimento.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 02:50 | | commenti (7)
sabato, 29 dicembre 2007

merry christmas, mr. harrison

per una volta, scrivo il titolo prima del post. con il nick che mi ritrovo, è troppo ghiotta la citazione a sakamoto; avendo scelto il nick prima di conoscere il pezzo - il brano in realtà lo conosciamo tutti: qualcuno lo conosce come forbidden colours in versione cantata, pochi altri ne conoscono la versione strumentale che si chiama merry christmas, mr. lawrence che era il tema principale della colonna sonora di furyo -, posso usare il verbo ritrovare anche in questo caso, ma normalmente non avrei potuto dirlo. a dire il vero, ormai sono il drharrison, ma su splinder rimango mister: fa altolocato ma non spocchioso.

succede che oggi sia andato a prendermi qualcosina per natale - dribblo i bordelli prenatalizi, se posso, posticipando tutto -, e gli acquisti valgono in parte anche come propositi per il nuovo anno. al solito, libri, dischi e film. ma nei prossimi giorni rincarerò la dose, credo.

non sono stato un prenatalizio sarcastico; non sono neanche stato preso da altre cose, non campo la scusa dei 2 o 3 esami da preparare. c'è stato un mezzo buco nero dal quale sono stato risucchiato, ma non depressivo come può capitare durante le feste; sono stato - e un po' sono ancora - semplicemente apatico. quest'anno, più degli anni scorsi - e già così ho detto tutto - ci si è trovati nel vuoto, e per affrontarlo bisogna prendere le distanze.

vorrei scrivere il post di fine anno, ma posticipo. l'anno non è ancora finito, e non me la sento di tirare le somme ora; ammesso e non concesso che me la sentirò nei prossimi giorni. lo farò comunque, ma approfitto del lusso di poter procrastinare. mi godo i miei regalini, alla faccia di chi me vo' male.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:13 | | commenti
domenica, 23 dicembre 2007

disco(rso) prenatalizio

sto cercando di fare ordine nel mio cervello, per capire cosa sia successo di importante nell'ultimo da segnalare nel post di fine anno. gli avvenimenti grossi li so, ma forse quelli più consoni ad un blog come il mio, quelli che riguardano libri e dischi e film, sono dri da trovare. fatico sempre a ricordare cosa abbia letto nell'ultimo anno, non ho una cronologia chiara di queste cose: una volta fagocitate, entrano in un eterno presente. qualcosa tra le mani comunque ce l'ho - evitiamo le battutacce -, e può venir fuori un elenco importante. non particolarmente lungo, ma denso, sentito.

per passare ad altro, ahimè mi ripeterò, ma vorrei scrivere di canzoni. non lo faccio perchè mi occupo solo di quello, ma quando navigo ascolto sempre musica, e questa condiziona i miei pensieri, e qui li smaschero. un bellissimo disco mi sta accompagnando in questo momento: north di elvis costello. di costello parlerò prossimamente. qui mi interessa pensare a un'altra cosa: le canzoni di questo disco sono delicate in maniera imbarazzante, al punto di non essere più universalmente belle, ma di richiedere un determinato stato d'animo e una determinata sensibilità perchè vengano apprezzate. questo disco, in formazione voce-piano-orchestra, è stato inciso per la deutsche gramophone, che storicamente produce solo musica classica. l'apertura a costello - e quest'anno a sting con le songs di downland - fece scalpore, ma lui, è evidente all'ascolto, ha fatto di tutto per essere "appropriato". non c'è rock, ci sono canzoni straordinarie in un pacchetto vagamente anni '40.

non posso negare che al momento questo strano omino inglese sia il mio modello principale per la scrittura delle canzoni - è una autore di bridge al livello di mccartney, lennon e harrison, oltre a battersela alla pari con bacharach, con cui ha anche inciso un increcibile disco, painted from memory; insomma, uno dei più grandi songwriters viventi -, ma mi chiedo se, concettualmente, non avrei preferito un disco "rumoroso" - nello stile di costello, ça vas sans dir -. certamente preferisco le melodie, ma sarebbe stata una bella provocazione.

sono certo che ci sia stato un accordo neanche troppo tacito tra lui e la casa tedesca, e comunque apprezzo molto il gesto. ma concettualmente non sono soddisfatto al 100% del fatto che delle canzoni vengano pubblicate dalla deutsche a patto che siano presentate così, che il jazz sia stato "legittimato" perchè stravinskij lo ha reinterpretato e che il suo studio venga spesso fatto in maniera scorretta, cioè attraverso l'analisi della partitura e non della registrazione, processo applicabile solo per la musica di tradizione accademica, che la musica popolare sia importante perchè ha fornito spunti a beethoven, brahms - che ha compiuto dei crimini armonici "raddrizzando" certe cose -, bartòk e chi più ne ha più ne metta, che il rock sia legittimo perchè berio ha scritto un saggio su di esso - cosa che troppi musicologi sembrano aver dimenticato... -. lo stesso valga per la letteratura o per il cinema.

sentir parlare di legittimità per le espressioni umane mi infastidisce. nel frattempo, però, mi siedo e mi godo i risultati dei tentativi di mediazione.

north, di elvis costello

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:38 | | commenti (2)
martedì, 18 dicembre 2007

l'ispirazione

cosa difficile da definire, l'ispirazione. cos'è? ma soprattutto, da dove diavolo arriva? molto spesso i songwriters dicono di scrivere melodie che, di fatto, "si fanno scrivere" da sole, come se fossero ispirati divinamente. quello di cui vorrei scrivere ora, si scosta di poco da ciò, e tocca l'ispirazione tratta da un'altra opera.

leggo ora su wikipedia che nightporter dei japan - da gentlemen take polaroids, ne parlo non molti post fa - è una rielaborazione delle gymnopedies di satie, che adoro - ma forse è limitativo -. lì ho capito perchè, di quel disco, su tutte mi ha colpito tale canzone, ma di fatto ancora adesso che la sto ascoltando... beh sì, proprio ora qualcosa lo riconosco, il tempo ternario, le settime maggiori, ma non ci avrei mai pensato. e mi è capitato tante di quelle volte di sentire dire da autori che sono partiti elementi che poi, nel prodotto finale, non ritrovavo. in tutte le arti: c'è chi parte da v per vendetta e io non me ne accorgo, chi imita la musica soul della motown anni '50 e '60 ma a me non sembra... dostoevskij è partito da dei delitti e delle pene di beccaria - oltre alle sacre scritture - per delitto e castigo, ma a me in prima istanza non sarebbe venuto in mente - e non necessariamente per ignoranza; anche, ma non necessariamente -. l'ebony quartet di stravinskij parte dal jazz... se non me l'avessero detto, non me ne sarei accorto. lo stesso valga per rag piano music dello stesso autore - che ho messo tra le mie opere "classiche" preferite nella colonna a destra -. quanta contemporaneità è partita dal medioevo e a noi proprio non sembrava!

beata di illusione di un sapere che, a tutti i livelli, in fin dei conti non è mai sufficiente, unita ad un'altra meravigliosa caratteristica umana, alla quale mi sto appassionando di recente: la capacità di interpretazione. lo statuto di ambiguità umano permea anche le nostre produzioni, fino a permettere di attribuire significati profondamente diversi ad uno stesso oggetto osservato, per cui una stessa cosa vuole dire tante cose diverse quante sono le persone che ne fruiscono. è verissimo che c'è significato in chi guarda e non in ciò che è guardato. ragazzi se è vero. e, ragazzi, com'è facile prendere il volo con questi discorsi...

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:46 | | commenti (4)
sabato, 15 dicembre 2007

la festa della via

una novità per via sacchi: quest'anno festa natalizia dei negozi, e ci mettiamo anche la musica. i miei fidi fumettari mi hanno opzionato per questo pomeriggio, e ho tenuto banco al freddo polare di oggi dalle 15.30 fino alle 19.00. al solito i complimenti, anche un paio di monetine, ma soprattutto...

sul finale, quando il freddo si è irrigidito ulteriormente, giunge un primo tizio un po' strano ed entusiasta che mi lascia qualcosa come 35 centesimi. poi viene raggiunto da 2 amici, uno evidentemente ubriaco marcio. coda di capelli color topo, cappello come il mio ma che su di lui faceva effetto texas ranger, sdentato. mi chiede i pink floyd. li ho rifiutati un paio di ore prima ad un ragazzo, ma lui era più malleabile, questo è ubriaco, meglio non contraddirlo. wish you were here. lui urla solo quello, in qualsiasi momento. la faccio, se ne vanno. tornano; rifalla, chiedono. la inizio, e arriva il quarto 'mbriaco. io ho già staccato tutto, suono da 3 ore e mezza. tu accompagnami, io canto, ho una bella voce. che cosa? chiedo io. e chi cazzo se ne frega, tu accompagnami. ma devo sapere la canzone! ribadisco. non è importante. alla fine, con la strumentazione staccata, ho finito wish you were here, e lui ci ha aggiunto delle cazzate sopra urlacchiando. me la sono cavata con la solita diplomazia.

proprio a me, che i pink floyd mi rompono i coglioni...

p.s. qualsivoglia forma dialettale, discorso diretto libero ed errore sintattico è stato fortemente voluto dall'autore del post, causa affetto per carlo emilio gadda.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 20:13 | | commenti (2)
venerdì, 07 dicembre 2007

jazz

di ritorno da una prova che doveva essere anche seduta di registrazione - poi a causa di un conflitto tra il computer e la scheda di acquisizione dell'addetto non se ne è fatto nulla -, mi sono ancora trovato a riflettere su cosa io sia musicalmente. sicuramente problematico - come in tutto il resto -, ma questa definizione non può soddisfarmi, non essendo sufficientemente "definitoria" - perdonate il bisticcio -. ero in mezzo a jazzisti, ho suonato jazz - di quello classico, che ogni tanto mi sembra non solo ripetitivo, ma addirittura pleonastico - e mi sentivo a mio agio. ma, some sempre, non del tutto. quando sono con dei rockettari, mi sento allo stesso modo. idem se dovessi fare pezzi di jobim o del noise. mi sento sempre dentro le cose, ma con una gran parte di me fuori.

e allora qui torna il concetto base su cui fondo tutto: il jazz non è un genere, è un approccio. io sono un jazzista sempre, qualunque cosa faccia, che sia esporre una relazione o suonare un pezzo dei king crimson o di david bowie, o che fosse - ai tempi - scrivere un tema. o anche per scrivere un post, oggi. ma lo sono anche quando parlo con il mio psichiatra. maneggio quello di cui sto parlando, non ho bisogno di scalette, schemi o quant'altro: si va a braccio, tanto si vada dove si vada, ci sono. io definisco i confini entro i quali stare, ed entro essi sono libero di muovermi.

questo è il jazz, è libertà autogestita. nel mio caso, con grande attenzione e cura, con l'idea di permettermi tante libertà, tutte quelle possibili. e imparare nuove strade è solo un modo per imparare nuovi modi per essere libero.

quindi anche quando suono un pezzo dei cream, sono un jazzista. a modo mio, ça va sans dir. ma è implicito in ciò che ho detto, no? e allora, come si può non voler essere jazzisti?

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 02:04 | | commenti
martedì, 27 novembre 2007

due parole velocissime sulla serata appena passata con un amico, chitarrista anche lui - nel mio trio acustico -.

si è parlato di un sacco di cose, dall'infinitamente piccolo alla musica ambient, dalla sincronicità ad heidegger, da alfredo castro - qui ci va una precisazione: era un imperdibile personaggio scovato da mai dire tv, di cui ho il culto. cercate un po' su youtube... - ai simpson, dai beatles ai frattali, dal complotto sulla morte di paul mccartney a thomas pynchon.

io iniziavo i discorsi musicali, lui quelli filosofico-psicologici - è laureato in psicologia - e si partecipava entrambi attivamente. anche le cose più prettamente popular le mettevo io sul piatto.

nonostante ancora adesso sia piuttosto turbato - non sono sicuro che sia il termine corretto, ma sono rimasto molto colpito dai discorsi che si sono fatti, in particolare quelli sui complotti -, mi sento di dire che è stata una serata piacevole. così, tanto per scrivere 2 parole.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:23 | | commenti (1)
mercoledì, 21 novembre 2007

un gran pasticcio di generi

 inizio a postare ascoltando ne me quitte pas di jacques brel. non sono un fan degli esistenzialisti e nemmeno degli chansonnieres francesi (o belgi, come per il Nostro), pur riconoscendo ad entrambe le categorie la dovuta importanza. e poi ogni volta che ascolto questa canzone mi viene in mente il film di verdone sono pazzo di iris blond, in cui lui era costretto a suonarla da una fidanzata molto più vecchia di lui, una palla al piede.

ecco, partendo da qui magari ne esce una riflessione - non preparo quasi mai quello che scrivo qui -: questa è innegabilmente una chanson triste, ma io la ricollego in prima istanza a qualcosa di comico. questo è il potere dell'immagine sul suono? non credo. imitation of life dei r.e.m. ha un video colorato e allegro, ma trattando la canzone di un tema non particolarmente allegro - la fatica di trovare il proprio posto nel mondo, da quanto mi pare di capire dai testi sibillini di stipe -, io l'ho sempre ritenuta un po' pesante - un po', non troppo; la ritengo comunque positiva -.

un altro esempio è il lux aeterna di ligeti: in teoria il brano è positivo, ma dopo aver visto 2001: odissea nello spazio non posso che associarlo a un baratro nero o qualcosa di simile. non sto qui a spiegare le complesse strategie compositive di ligeti con cui imita i compositori fiamminghi del rinascimento - sarebbe noioso anche per me -, ma forse può far piacere sapere che in quel caso kubrick giocò sporco, remixando il brano "chiudendolo", mozzando molte frequenze e dandogli un senso claustrofobico. e infatti ligeti si incazzò non poco.

il legame è stretto, lo spostamento di significato non è univoco; la relazione tra musica e immagine è studiata da anni e io certo non credo di poter aggiungere un'argomentazione significativa nella mischia. aggiungo però che, pur essendo la canzone di brel legata a immagini divertenti nella mia mente, non me la sono sentita di mettere james brown dopo averla sentita, bensì di essere passato a nightporter dei japan.

quindi - come è palese - la musica ha anche il potere di divincolarsi da significati che non le appartengono per principio.

e poi volevo fare nero su nero con sfondo e immagine.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 00:10 | | commenti (2)
venerdì, 16 novembre 2007

cose strane...

succedono delle cose strane, di quando in quando...

oggi mi è stato lasciato un commento ad un post scritto il 17 agosto 2005 - 2 anni prima dell'acquisto del mio portatile e della morte di max roach: c'è già chi pensa al complotto -. un post, come la maggior parte dei miei, piuttoso asettico. in sostanza scrivevo frasi entusiastiche sui nascenti silence please e annunciavo una prova con un gruppo. prova che poi non è andata per il meglio e la cosa è finita lì. aggiungevo una domanda postami da un amico sul perchè andassi a suonare le tastiere, visto che il mio strumento principale è la chitarra e probabilmente tecnicamente sarei stato un chitarrista migliore degli altri. ripeto, domanda postami da un altro, a cui ironicamente rispondevo che probabilmente lo facevo perchè ero uno scemo.

nel commento anonimo mi si diceva che evidentemente non avrei suonato la chitarra lì perchè non ne capisco niente di surf, perchè non distinguo il suono di una strato da quello di una jaguar, non ho la forza fisica per trasportare un amplificatore valvolare nè per piegare - termine tecnico: bending - delle corde "dure" (scalatura alta) e che sì, sono uno scemo.

siccome sono piuttosto piccato dal fatto che si entri nel mio blog senza firmarsi e dandomi in sostanza dell'incompetente, mi permetto di rispondere, naturalmente con il sarcasmo che mi è proprio e che mi rende così irresistibile.

1. il surf: in effetti oltre a misirlou non vado, ma mi sono sempre permesso di non considerare i beach boys un gruppo surf. fare questo per me significa valorizzare ulteriormente questo gruppo, soprattutto alla luce dei dischi di fine anni '60, perchè renderli un fenomeno di genere non renderebbe loro giustizia. peccherò di ignoranza per un genere - mi permetto di dire limitato dal punto di vista della produzione -, ma chi ha scritto questo commento sa chi era il max roach che ho citato a inizio post? io lo reputo culturalmente - sì, culturalmente - nettamente più importante di un genere sì degno di considerazione, ma dall'incidenza relativa.

2. il suono della strato/il suono della jaguar: ho una strato, e ancora prima che ce l'avessi sapevo bene che non ha un suono, ma ne ha una gamma talmente vasta da farla diventare con la les paul - la mia chitarra per eccellenza - lo strumento solista principe del rock. il suono della fender stratocaster non esiste: jimi hendrix, l'ultimo eric clapton, jeff beck, il george harrison di rubber soul e magical mistery tour, l'ultimo pete townshend, mick taylor, terje rypdal - pardon, è una strat... - hanno lo stesso suono? la jaguar è una chitarra prettamente ritmica, va messa in un'altra categoria. ma sarà, non me ne intendo di chitarre.

3. è vero, non ho il fisico per alzare un amplificatore valvolare; tra l'altro, ho da sempre ampli a transistor - il mio pesa comunque mezza tonnellata -, e dire che gli ampli migliori sono valvolari vuol dire non avere sentito praticamente la totalità dei chitarristi dell'ultimo quarto di secolo. sono suoni differenti, porli in relazione meglio/peggio è errato di base.

4. non uso corde con scalatura 0.13 perchè credo che suonare la chitarra debba essere principalmente un piacere, non un martirio o un allenamento per diventare erede della scuola di hokuto o partecipare a un torneo tenkaichi. volendo, i bending su una 0.13 li faccio, come sul mandolino. ma preferisco essere più sciolto con delle 0.10 che mascherare delle lacune tecniche usando la scusa delle 0.13.

se si vuole parlare di musica, ben volentieri. ci si firma, non mi si attacca. è il mio blog, sono le mie regole. certe cose, sarò permaloso, possono darmi fastidio. la parola a chi vuole rispondere, anche chi non c'entra. e non mi si dica di non prendermela, me ne farò una ragione, non vi preoccupate.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:14 | | commenti (6)
giovedì, 08 novembre 2007

del concerto di stasera

cercherò di non essere banale. si sprecano tante parole spesso prive di reale significato, ridondanti e stracolme di luoghi comuni sulla musica dal vivo, proverò a non cadere in tentazione.

stasera ho suonato al magazzino di gilgamesh, uno dei locali più importanti di torino, in cui spessissimo vengono a suonare grandi musicisti da tutto il mondo. è già la terza volta che ci suono con i no frill, il trio acustico; non lo dico per tirarcela, anche perchè mi stupisce che ogni anno ci riconfermino nella programmazione, visto che non riempiamo mai il locale.

abbiamo suonato bene, e nonostante il mio mal di stomaco direi che ho spaccato - anche una corda, a metà del primo set: troppa foga -. è un piacere suonare senza troppi fronzoli per la testa, ancora di più con persone con cui ti trovi bene. il rock classico poi si fa suonare, diciamocelo. che sia losing my religion - con mandolino suonato dal sottoscritto - o ticket to ride, o jumping jack flash, o starman, si ha la sensazione di cadere sempre in piedi.

ecco, forse su questa mi posso fermare, prima di cadere in una vena aforistica che tradirrebbe i miei propositi iniziali. fare evoluzioni e quant'altro ma sapere che la rete sotto c'è; non necessariamente l'altra chitarra - anche -, bensì la musica.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 02:08 | | commenti (3)
domenica, 28 ottobre 2007

morgankonzert

stasera ho andato al concerto di morgan, sicuramente uno dei pochi artisti italiani che posso dire mi piacciano. l'ascolto di zero in terza media fu quasi sconvolgente, e ancora oggi quando lo riascolto - non è musica che si lascia ascoltare tutti giorni, e forse è il suo più grande limite - ci ritrovo qualcosa di nuovo. fondamentalmente credo sia citazionismo relativamente sterile, ma mi diverte da bestia.

 passiamo al concerto, del quale lascio qui una delle 5 o 6 foto che ho fatto - tra l'altro ero praticamente in braccio a morgan, che ha offerto da bere ai miei amici -. il set era totalmente elettronico, a dispetto delle mie aspettative, quasi certo che fosse il solo piano e voce. morgan suonava 8 tastiere + laptop e un elettrofibrafono che non ha mai usato e un altro tizio altissimo aveva altre elettronicaglie, tra cui il theremin. 6 canzoni del nuovo disco - il cui limite più evidente, continuo a sostenere, siano i continui ed espliciti riferimenti alla storia con asia argento finita male; un conto è partire da lì, un altro è fare un disco costruito su quello senza mezzi termini... -, un po' di materiale solista e 3 pezzi dei bluvertigo, tra cui zero, la mia preferita, oltre a una zoppicante versione accennata di life on mars - ma sul classico non si sbaglia, anche perchè se tutti cantano chi ti ascolta mentre non arrivi al saaaaaaailor...? -. tutto bene, peccato che il problema con l'elettronica, qui usata come piace a me, è che non ci si può permettere di perdere un colpo ogni tanto; e i ragazzi, tra le 20 sigarette fumate, il chinotto, la birra, l'acqua e il vino, più di un colpo lo hanno perso. per cui strofe ciccate, accordi inculati - la crisi è venuta tutta sbagliata - e via discorrendo. però ci stanno queste cose, per me: il live è anche questo, e l'energia che c'era ha fatto abbastanza da contrappeso. certo però sbagliare e ridacchiare per rimediare quando è chiaro che i pezzi non si ricordano perchè non si sono provati un pochino può infastidire.

come chiosa, mi piace ricordare la coppia dietro di me, due ragazzi un po' incazzati perchè nessuno ballava che hanno iniziato a copulare su un lentone e il cui dondolìo - avevo l'esclusiva del culo della ragazza - è quasi riuscito a svegliare alcuni miei istinti che credevo smarriti da tempo.

nonostante le pecche, se avrò di nuovo modo, lo andrò ancora a vedere. magari piano e voce, magari ubriaco, così fa anche un pezzo di tenco.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 02:49 | | commenti (2)
giovedì, 18 ottobre 2007

su joy di giovanni allevi

musicalmente, do una possibilità a tutti. anche più di una, sono magnanimo. umanamente non sempre, dipende da tanti fattori, ma questo credo capiti a tutti.

sto ascoltando giovanni allevi. il singolo che ci stanno propinando in tutte le salse, back to life, è molto orecchiabile, e questo mi è bastato.

sono stato spinto anche dal fatto che qualche mese fa ho ascotato ludovico einaudi, e ne sono rimasto profondamente deluso; si, devo essere stato un po' snob, sapendo che fu allievo di berio mi aspettavo neanch'io so cosa. viziato dall'ascolto di philip glass, mi sembrò risciacquo di piatti. e poi allevi si è dichiarato un ansioso quasi cronico, e un po' di solidarietà corporativa qui ci sta.

allevi non mi sta piacendo, ma non perchè voglia fare lo snob - c'è in atto una blanda ma significativa piccola querelle a riguardo: questi pianisti che scalano le classifiche pop con melodie molto orecchiabili e che vengono da fior di studi classici sono da considerare musicisti e compositori "colti"? -, ma perchè non mi sta avvincendo. ho amato e amo ancora molto bttb di sakamoto, disco di piano solo con melodie del genere ma secondo me molto più ispirato: lo consiglio a chiunque. ovviamente un caposaldo del genere è il koln concert di keith jarrett, che avrà tutt'altra costruzione - improvvisata o meno; secondo me è improvvisato -, ma essendo troppo prolisso dopo un po' non lo seguo più.

il mio giudizio non rimane però del tutto negativo - indovinate cosa penso della querelle che ho citato? -, per un motivo: questo ascolto - è ripartita adesso back to life, meno male - mi ha spinto a scrivere, mi ha solleticato in qualche modo. e questo non basta?

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 00:04 | | commenti (4)
lunedì, 08 ottobre 2007

eh.. si... adesso scrivo... eh... mah...

di tanto in tanto mi ricordo di avere un blog. il problema è che durante l'estate non avendo un bel niente da fare magari qualche post ogni tanto ci scappa, con l'arrivo dell'autunno e degli impegni salta tutto; me ne accorgo soprattutto perchè non ho neanche voglia di leggere i blog altrui, figurarsi di curare il mio. macchè curare, neanche di scriverci qualcosa!

di cose da dire ne avrei, ma sono talmente tante e ho talmente poca voglia di farlo che... beh, finisce che non le faccio. ma forse sotto sotto è anche per questo che tengo un blog: lo uso come cartina tornasole, per cui se finisce che passo le mie giornate a pensare a cosa scrivere vuol dire che qualcosa non quadra, e via discorrendo con tutte le sfumature in rapporto di proporzionalità indiretta. tanto per precisare, parlo - scrivo - a nome mio, e non penso che valga la stessa regola anche per gli altri.

il mio cervello non sta mai fermo, ascolto sempre più musica - ultimo arrivo importante: elvis costello -, leggo sempre più fumetti - ultimo arrivo importante: crisi sulle terre infinite, e il portafoglio piange -, meno libri ma so che è un periodo. la vita da universitario specialistico è iniziata, quella da maestro di musica è ripresa, e anche l'attività concertistica piano piano dà segnali: sabato i Silence Please hanno conquistato il circolo retrò - rimanete in contatto, possibile seguito in arrivo -, il 7 novembre concerto del trio no frill e altre idee per la testa, oltre al disco dei Silence Please - dal titolo Silence Please: ore e ore di brainstorming... - che sta per uscire.

ho fatto compagnia a un ragazzo inglese e alla sua ragazza texana che sono venuti in visita a torino, gran goduria per la mia personalità anglofona, e ho sentito un sacco di volte ripetere gratsi... ma perchè non riescono a pronunciarlo come si deve? ho fatto il trascrittore per una emerita canzone di merda, ma questo meriterebbe un post a parte. ecco, magari è la volta che scrivo un post come si deve...

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 22:46 | | commenti (5)
venerdì, 10 agosto 2007

la musica contemporanea e le ragazze, trendy e non

ligetiin questi giorni di semi-ozio in cui l'inizio delle registrazioni del disco tiene occupata parte delle mie giornate, mi sto dando alla musica impegnata - ma forse è più appropriato dire impegnativa -. nel momento in cui scrivo sto ascoltando - sentendo? - Lontano di gyorgy ligeti- avete presente 2001: Odissea nello spazio, Shining o Eyes wide shut? -, e in questi giorni in generale ho rispolverato la mia discoteca alla Z di Zappa. finalmente sto ascoltando con la dovuta attenzione i dischi del buon frank, e mi sono tornate alla mente due frasi in il suo nome era coinvolto dette da emerite sconosciute praticamente nello stesso luogo - fnac di torino, nell'allora reparto rock - in momenti lontani. comincio con la prima, rivolta direttamente a me.

trovo un amico batterista, facciamo due chiacchiere e tiro fuori una recente delusione amorosa. interviene la di lui amica, che mi dà un consiglio non richiesto - il solito, quello di trattare male le donne - e poi chiude: "fidati di me, io so esattamene cosa vogliono le ragazze. oh, ecco il disco di frank zappa che stavo cercando da tanto!". da lì dubitai che lei potesse essere una fonte attendibile, per quanto forse quel particolare consiglio non fosse del tutto errato - ma non mi arrenderò mai a tale logica -.

mesi dopo gironzolo sempre lì - la mia seconda casa... -, sempre nel fondo dell'ordine alfabetico, e passano delle ragazze di non più di 17 anni. una si ferma ed esclama: "frank zappa!", prendendo in mano un disco - forse Apostrophe ('), forse You are what you is -. decido di ascoltare quello che dicono fingendo di leggere le note del primo disco che mi capita a tiro, perchè mai più credevo che una ragazzotta così trendy potesse anche solo aver mai sentito quel nome. terminò così la frase, rivolta alle amiche ancora più trendy: "lo ascolta stefano - nome di fantasia, l'originale non lo ricordo -. minchia ma ti rendi conto che coglione? oh, hai mica visto se è uscito l'ultimo singolo di paris?". ecco, qua mi è venuto in mente verga e lo stranamento ribaltato, ma ancora di più - visto che non sono in realtà così colto - avrei avuto voglia di fracassarle la testa contro la colonnina di ascolto dei cd.

la musica contemporanea è ostica, ma se la si prende da "esterno", asoltando con attenzione anche i commenti di non ne capisce niente, ci si fanno delle grasse risate, e facendo perdere quell'atmosfera - ora sto ascoltando Atmospheres di ligeti - di sacralità che in effeti ha un po' rotto i coglioni.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 02:07 | | commenti (3)
giovedì, 19 luglio 2007

sono andato relativamente a pochi concerti durante l'arco della mia vita, ma negli ultimi giorni ne ho visti un po', e con piacere, dico la verità.

stasera joe zawinul, il tastierista dei weather report. beh, dopo un po' è stato positivo l'essere andato con amici, almeno si parlava... grande perizia dei musicisti, ma se ci si deve attaccare solo a quella, allora non ci siamo. non che fosse male in generale, ma mi è sembrato di sentire lo stesso pezzo per un'ora e mezza. e quel dattilografo austriaco - come lo chiama un mio amico pianista - poteva almeno sprecarsi per un bis.

per il resto, sono in trepida attesa di harry potter. per quanto anche la home page di libero oggi titolasse a grandi lettere un particolare del finale, cercherò di evitare il più possibile gli spoiler. per questo lo leggerò in inglese.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:03 | | commenti (1)
lunedì, 16 luglio 2007

però al traffic non c'erano i traffic...

a questo giro son riuscito a seguire un concerto intero al traffic; antony and the johnson's prima - motivo per cui sono andato al concerto -, franco battiato - lo so che il link qua è superfluo... - poi. e, contrariamente alle aspettative, il mio gradimento è stato capovolto: mi è piaciuto battiato, non mi è piaciuto antony. ma devo spiegarmi meglio in entrambi i casi.

antony forse ha voluto fare un po' troppo "lo strano" - come se non lo fosse già di suo -: in linea di massima è stato comunque molto bravo, peccato solo che non fosse assolutamente adatto alla situazione: quartetto d'archi, piano, basso, batteria, chitarra e sassofono (forse anche fisarmonica?) suonati con eccelsa delicatezza, che richiedeva un raccoglimento impossibile per un parco affollatissimo. probabilmente in un locale tutti avremmo avuto gli occhi lucidi, e ci saremmo evitati certi commenti del pubblico - "ma chi è 'sto frocio?!?" -. questa non è una colpa del gruppo, certamente. non conoscevo tutti i pezzi, e quello nuovo, everything is new, era sinceramente una cagata - se è troppo tecnico, chiedete pure chiarimenti - : mi auguro che per il prossimo disco il pezzo venga limato a dovere.

bravo battiato, me lo aspettavo, ma qui parte il discorsone. è ammirevole che il cantautore cerchi sempre sostegno nei musicisti giovani, per dare nuova linfa alla sua musica, soprattutto se pensiamo che si è sempre presentato in qualità di sperimentatore. ma le quattro ragazzotte alternative - la bassista/corista l'ho riconosciuta: jessica dei gazosa - che suonavano dietro erano sinceramente imbarazzanti, tant'è che per i pezzi più vecchi, più ricercati - ma anche niente di chè, come cuccurucucù - la ritmica doveva cambiare. e in definitiva anche i pezzi vecchi, quelli non "nati" con quel gruppo, erano i più convincenti - la già citata cuccurucucù, voglio vederti danzare, la cura, l'era del cinghiale bianco, centro di gravità permanente, shock in my town, le cover di ruby tuesday e amore che vieni, amore che vai - . anche il pezzo lasciato alle ragazze da sole era proprio una cagata - idem come sopra, mi ripeto -. la mia impressione è che il cantautore siciliano non abbia più ben chiaro cosa è nuovo, innovativo, ma non volendo darlo a vedere dia spazio a dei giovani che in realtà non è che meritino. a lui suonano probabilmente potenti, extra strong, ma in definitiva erano delle pasticcione che facevano fracasso, e neanche tanto bene. e anche i ragazzotti alla chitarra - soprattutto quello alla chitara... - e alla ritmica non erano eccelsi... belli i tempi in cui tra gli "amici" di battiato c'era morgan!

p.s. perchè alla fine sono dovuti venire a rompere i coglioni i subsonica...?

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:49 | | commenti
giovedì, 12 luglio 2007

berlino a torino e io torno a casa

berlin è un disco di lou reed uscito nel 1973; in sostanza una rock opera. fu un flop clamoroso all'epoca, soprattutto se pensiamo che l'anno prima reed aveva pubblicato transformer (che contiene perfect day, vicious, satellite of love, per intenderci). qualche mese fa berlin è stato eseguito dal vivo per la prima volta dopo che qualche impresaria tedesca ha insistito tanto. quest'estate, allora, il buon vecchio lou gira l'europa suonando la sua rock opera.

stasera dovevo andare a vederlo, era gratis. mi do appuntamento con un amico: l'accordo è che una volta là, lo avrei chiamato. ovviamente là lui non ha risposto, forse per colpa di uno strano effetto che, in colossale presenza di campo, impediva le comunicazioni. però quelli attorno a me telefonavano...

dopo due pezzi decido di andarmene; non vale la pena, e poi da solo, in mezzo ad una massa di canne...

un po' incazzato col mondo - fors'anche col mio amico - cerco di consolarmi citando il mio stesso amico che 3 giorni fa ha detto una cosa sacrosanta: lou reed ha preso il peggio dell'eroina, richards il meglio...

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 00:15 | | commenti (1)
domenica, 01 luglio 2007

quanto mi piace la world music

stasera ho assistito al concerto, cui non si pensava di andare, del cantautore congolese lokua kanza. subito dopo si è passati a qualche centinaio di metri, sempre nello stesso parco, ove è stata piazzata una pedana per ballare. liscio, naturalmente. penso di poter dire in qualche modo che è stata una serata all'insegna della world music, perchè il liscio era misto a balli latino-americani in generale e a tango, mentre il cantautore di fatto proponeva canzoni di tipo cantautorale nel senso più avvicinabile per noi italiani (unici al mondo ad avere tale parola, tra l'altro): chitarra acustica, 2 coristi e percussioni, tutto rigorosamente strofa-ritornello (altra consuetudine nostrana). stampo europeo/americano ma chiare origini africane (il percussionista ha giocherellato con divertimento su una batteria rock limitata a qualche tamburo), cantato in lingua a me sconosciuta. insomma, una specie di pidgin musicale, un ibrido che stava benissimo in piedi da solo. sommate le due situazioni siamo veramente al limite della schizofrenia musicale. ora sto ascoltando springsteen, in macchina thelonious monk, oggi pomeriggio ho ascoltato i klezmatics - che magari lunedì sera vado a sentire - e page e plant nel live no quarter, con orchestre egiziana e occidentale.

c'è in tutto questo un meraviglioso senso di unitarietà, e credo di trovarmi di fronte al meglio di ciò che la tanto vituperata globalizzazione ha prodotto, ossia una commistione, un grande melting pot in cui tutto si avvicina ma rimane ben distinto. ciò mi fa un po' ben sperare - non di più, rimango pur sempre un pessimista nichilista, o un pessimo nichilista -.

ma la vera questione è questa: quando ho osservato che il lisciazzo mortale che arrivava dalla pista da ballo era musica senza dignità, un mio amico - cantante nel mio duo e nel mio trio acustici - ha osservato che è musica dignitosa, perchè ha la finalità di far ballare. secondo lui tutta la musica che ha uno scopo è dignitosa; non l'avevo mai pensata sotto questa luce, e forse ha ragione. però che due palle...

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 02:27 | | commenti (1)
martedì, 19 giugno 2007

waiting for a real post

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 23:34 | | commenti (1)
martedì, 29 maggio 2007

stato civile: da coniugare

fatto il consueto giro per i blog, mi attardo innanzi il pc per scrivere di una cosa che mi è venuta in mente ma che non ha legami con ciò che ho letto.

prima media, lezione di italiano. la professoressa è una donna sulla settantina, prossima alla pensione, che incute timore in tutti, è una della vecchia guardia. chiama alla lavagna uno dei tanti animali da cortile che avevamo in classe - la regola era che, se li bocciavano, li mettevano da noi -. dovrà coniugare il verbo "avere" al passato remoto.

attimi di incertezza, poi si parte; e come si parte! - IO EBBI -. ci si guarda increduli. - cazzo, è giusto! -. viene smorzato sul nascere un applauso. viene apostrofato con un "bravo" dalla professoressa, forse l'unico che lui si sia mai sentito dire. si continua. - TU EBBI -. ok, è vero che squadra che vince non si cambia e che, come diceva prince, there's a joy in repetition, ma qua non ci siamo. - EGLI EBBA -. non quelli di memma mia, evidentemente; continuo però a essere convinto che se il congiuntivo avesse un passato remoto, sarebbe questo. - NOI EBBAVAMO - si sfiora il genio puro, ci si avvicina al capolavoro. - VOI EBBAVATE -. qui possiamo essere d'accordo sul fatto che abbia coniato l'imperfetto remoto. - ESSI EBBIMO -. il climax è toccato alla fine. sbaglia tutto, sia forma che persona (noi ebbimo è un errore molto grave ma purtroppo spesso udito, qui coniugato in una straordinaria terza persona plurale).

date le meravigliose sorprese cui ci ha abituati questo paese, aspetto di trovarmi eugenio come capo quando comincerò a lavorare.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 01:10 | | commenti (5)
domenica, 27 maggio 2007

scrivo giusto per far sapere che ci sono ancora. è un momento molto difficile, si prende un giorno alla volta. un'altra persona a me molto vicina se n'è andata, e siccome la vita non si ferma è successo che abbia fatto rilegare le tesi e che la prossima settimana le consegnerò.

per il resto... ho fatto un concorso, abbiamo suonato da dio, ma siccome era tutto truccato non siamo passati... che bella l'italia!

è possibile che con un po' di libertà in più, nei prossimi giorni, io torni a scrivere qualcosa. ma non prometto nulla!

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 00:37 | | commenti (1)
lunedì, 23 aprile 2007

io e Lo Stratega

non che abbia particolare voglia di scrivere, ma tant'è. lo faccio già abbastanza per la tesi, ma mi prendo un momento per dire un po' quel che mi sta capitando.

stanno succedendo tante cose, ed eviterò la più brutta, non voglio incupire nessuno. partiamo da altro allora. ho appena finito di fare le prove per una marchetta, ovvero un concerto che farò mercoledì - mal pagato, per cui faccio proprio la troia di periferia - nel quale si mischiano tiziano ferro, beyoncè a divertimenti totali come "i love rock 'n' roll", "piece of my heart" o "should i stay or should i go".

mi ha fatto molta impressione consegnare l'athena card da studente universitario, e ora sono ufficialmente nel bozzolo tra l'essere uno studente e un laureato; credo si dica laureando. sono però certo di avere sganciato amabilmente 110 euri tra tassa e marca da bollo, alla faccia del diritto allo studio. la tesi nel frattempo procede - io no -.

ma la chiccona arriva dal tirocinio; credo di aver già scritto che sono in una scuola tipo paso adelante/saranno famosi/amici. bene; da due settimane è stato assunto un responsabile marketing. questi è un borzone di 190 cm x 92 kg che passa le giornate a vantarsi e a definirsi Lo Stratega. bene. l'altro giorno arrivo nell'ufficio e vedo nella bacheca per gli insegnanti una cartolina a sfondo nero con lui in posizione eroica con pugni appoggiati ai fianchi, petto in fuori e sguardo spavaldo, il suo nome, il suo sito e la scritta "campione regionale seniores 2007" - no, non aspettatevi che dica il suo nome o metta la cartolina qui... -. scoppio a ridere, tale è la cafonata; lui mi vede e ovviamente fraintende tutto. gli dico: "ma che cazzo di foto è?" e lui con finta modestia: "ne vuoi una?". come dirgli di no. e come dirgli di no quando mi chiede: "vuoi che te la aiutografi?". ce l'ho qui davanti a me: "A Jacopo con amicizia".

ho dovuto chiedergli in cosa era campione regionale. lo stratega esperto di marketing non lo ha scritto sulla cartolina.

improvvisazione decisamente stonata di mrharrison alle ore 00:55 | | commenti (4)
Ho una fissazione: se passate di qua, anche se non leggete i post, per favore, lasciate un commento!

Chi sono

ormai drharrison, ho passioni viscerali per molte cose. alcune si possono trovare nell'immagine che ho messo nel titolo, altre le ho elencate qua sotto, altre le ho dimenticate... tra le libertà che mi prenderò sistematicamente, in primis ci sarà quella di non usare quasi mai le maiuscole, sono troppo pigro per metterle di mio o per usare un altro editor e poi fare copia e incolla. solo quando riterrò il soggetto meritevole farò ricorso alla maiuscola. seguirò le altre regole ortografiche e sintattiche.

Blogger: mrharrison


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dischi rock

the beatles: rubber soul, revolver, sgt. pepper's lonely hearts club band, magical mistery tour, the beatles, abbey road, anthology

a. belew: side one

bluvertigo: zero

d. bowie: hunky dory, the rise and the fall of ziggy stardust and the spiders from mars, "heroes"

j. buckley: grace

k. bush: the kick inside, the hounds of love

e. costello: north

e. costello, b. bacharach: painted from memory

e. costello, b. frisell: deep dead blue

cream: fresh cream

p. gabriel: #1,#2,#3,#4, so

g. harrison: all things must pass, george harrison, cloud nine

jimi hendrix experience: are you experienced?, electric ladyland

king crimson: larks' tongues in aspic, discipline, three of a perfect pair, thrak

led zeppelin: houses of the holy, physical graffiti, how the west was won

j. mitchell: blue, taming the tiger

the police: regatta de blanc, synchronicity

prince: purple rain, sign o' the times, batman, the rainbow children

queen: a night at the opera, jazz, live at wembley '86, innuendo

r.e.m.: automatic for the people, up

radiohead: amnesiac

l. reed: transformer

the rolling stones: between the buttons, beggars' banquet, let it bleed, sticky fingers

p. simon: graceland

simon & garfunkel: bridge over troubled water

sting: ...all this time

d. sylvian: secrets of the beehive, dead bees on a cake

traffic: john barleycorn must die

travis: the invisible band

t. waits: closing time, the heart of saturday night

the who: who's next

f. zappa: hot rats

dischi jazz

art ensemble of chicago: les stances a sophie

r. carter: where?

o. coleman: something else!!!, at the golden circle vol. 1 & 2, sound grammar

o. coleman, p. metheny: song x

j. coltrane: impressions, a love supreme, my favourite things

m. davis: kind of blue, in a silent way, bitches brew

e. dolphy: out to lunch, last date, the complete prestige recordings

d. ellington, c. mingus, m. roach: money jungle

b. frisell: gone, just like a train; east/west

b. frisell, d. holland, e. jones: senza titolo

d. holland quartet: conference of the birds

k. jarrett: the koln concert

c. mingus: mingus ah hum, passion of man - the complete atlantic recordings

s. rollins: saxophone colossus

t. rypdal: :rarum VII

N.C.

l. anderson: mr. heartbreak

b. eno, d. byrne: my life in the bush of ghosts

kraftwerk: , kraftwerk 2, computerwelt

r. sakamoto: neo geo, beauty, bttb, chasm

"classica"

j. s. bach: variazioni goldberg bwv 988

b. bartok: quartetto per archi n. 4 sz 91

a. berg: concerto per violino e orchestra

l. berio: sinfonia, sequenze per strumento solo

j. cage: 4' 33''

f. chopin: scherzo n. 1 op. 31 in si bemolle minore

a. copland: appalachian spring suite

c. debussy: images per piano I & II, suite bergamasque, preludes per piano, estampes, la mer

a. dvorak: sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 "dal nuovo mondo"

g. gershwin: rapsodia in blue, un americano a parigi

p. glass: glassworks

g. ligeti: etudes per piano voll. I, II & III, lux aeterna, concerto per pianoforte e orchestra, lontano, atmospheres, poema sinfonico per 100 metronomi, musica ricercata

b. maderna: concerto per pianoforte e orchestra, studi per "il processo" di franz kafka, satyricon

o. messiaen: quatuor pur la fin des temps

c. monteverdi: quarto libro dei madrigali, orfeo

m. ravel: gaspard de la nuit

s. reich: clapping music, music for mallet instruments, voices and organ

e. satie: gymnopedies, gnossiennes

a. shoenberg: notte trasfigurata

f. schubert: sinfonia n. 8 in si minore d 759 "incompiuta"

r. schumann: carnaval op. 9

i. stravinskij: sacre du printemps, l'uccello di fuoco, petruoschka, histoire du soldat, piano rag music

e. varèse: ionisation, density 21.5, integrales, hyperprism, déserts

libri

h. boll: le opinioni di un clown

j. l. borges: l'aleph, finzioni

m. bulgakov: il maestro e margherita

f. m. dostoevskij: le notti bianche, le memorie del sottosuolo

gogol: i racconti di pietroburgo

h. james: il giro di vite

j. joyce: ulysse

f. kafka: la metamorfosi, il processo, racconti

g. orwell: la fattoria degli animali, 1984

e. a. poe: racconti

r. musil: i turbamenti del giovane torless

t. pynchon: l'incanto del lotto 49

j. k. rowling: harry potter

j. d. salingeril giovane holden

tv

friends

futurama

i griffin

house m.d.

lost

saturday night live

i simpson

will & grace

fumetti

batman

x-men

wolverine

bonvi: sturmtruppen

n. gaiman: the sandman

r. goscinny, morris: lucky luke

r. goscinny, a. uderzo: asterix

m. kurumada. saint seya

f. miller: il ritorno del cavaliere oscuro, batman: anno uno, sin city

a. moore: watchmen, la lega degli straordinari gentlemen

g. nagai: devilman

e. oda: one piece

schultz: peanuts

a. toriyama: dragon ball

wolfman, perez: crisi sulle terre infinite