
il 2006 è stato probabilmente l'anno più brutto della mia vita. non voglio tediare con l'elenco delle brutture passate. va inoltre detto che ogni anno pare essere stato il peggiore - quest'anno però stravince sugli altri in quanto a portata -. da qui la mia decisione quest'anno di non festeggiare il capodanno. - blocco le malignità sul nascere: ho ricevuto un invito che ho da poco rifiutato e se mi fossi organizzato avrei potuto passarlo in tanti modi "festaioli" -. tra i tanti scioperi che non ho mai fatto, me ne invento uno io: sciopero dai festeggiamenti. ogni anno va peggio? e allora non festeggio - fatto la rima... -. a casa, magari un film, poi si suona un po'.
non c'è stato solo male nel 2006; oltre alla mia bizzarra indole che mi fa, alla distanza, apprezzare anche alcune cose spiacevoli è successo anche qualcos'altro che genericamente si può considerare positivo. non sono, al solito, avvenimenti, ma articoli di altro genere. vediamo di fare un elenco di queste cose, è sempre brutto ricordare cose spiacevoli.
quest'anno ho scoperto So di Peter Gabriel, oltre a tutti i suoi dischi, meravigliosa colonna sonora di un'estate non altrettanto strepitosa; i libri di Harry Potter, vero salvatore; Alan Moore, con Watchmen e la sua League (ma anche V per vendetta); ho riscoperto Friends; il Dr. House (irrinunciabile); Robbie Robertson di Robbie Robertson; il prepotente ritorno dei Griffin nella mia vita; la musica per pianoforte di Debussy; la musica per pianoforte di Eric Satie; la musica classica in generale; Eric Dolphy (stavolta sul serio); la world music; i dischi di David Sylvian (come si fa senza Secrets of the beehive e Dead bees on a cake?); la chitarra di Adrian Belew (di nuovo); i dischi di Paul Simon; 3 30 e lode e 3 30. ah già, avremmo anche vinto i mondiali (ma non è che ora me ne freghi molto).
ho anche scritto tanta musica, e almeno io quella me la ricorderò.
traffic - john barleycorn must die. non sentivo questo disco da chissà quanto tempo. ottimo come sempre.
non so neanche perchè sento l'impulso a scrivere, non sono certo di avere qualcosa su cui scrivere - certamente non ho ancora mai avuto nulla da dire, ma gli argomenti non mi sono mai mancati. -
ieri ho visto amici. per chi non lo sapesse, ho varie fasce generazionali di amici. questi sono tra i 55 ai 66 anni. può valere anche come sguardo a come vanno le cose nella vita. senti che qualcuno è morto - un altro... -, qualcuno è dimagrito, qualcuno è irriconoscibile. poi senti le storie delle ingiustizie che l'esistenza riserva. le più amare. questo non insegna ad affrontarle, neanche ad abituarsi. però certe cose è giusto saperle.
e poi senti la storia di uno mezzo andato, che non ha mai avuto tanti soldi e finisce per spenderli per andare in thailandia a trovarsi una moglie. la cosa prima sembra triste. forse non lo è. a me ha messo una gran malinconia. la malinconia porta anche alle risate in alcuni casi. impari così una volta di più la differenza tra malinconia e tristezza, che di sfumature ce ne sono infinite. io non posso fare altro che cercare di vederne sempre di più, pur sapendo che una vita non basta a vederle tutte.
avrei voluto scrivere un nuovo capitolo intitolato piKCtures of a city of tiny lights - a proposito, premio a chi indovina i riferimenti -, ma proprio non posso.
stasera ho sbottato, come raramente ho fatto in vita mia. se una persona che credevi un amico si permette di fare battute sulla gente che muore, sui malati terminali, beh, questa persona non merita il mio rispetto. se in più lo fa in mia presenza, conoscendo bene la mia storia personale, e, quando io gli offro la possibilità di rimediare alle cazzate dette e lui risponde con ostentata indifferenza e supposta superiorità - "beh, quando sarà un tuo parente a passare certe cose la smetterai di dire certe cazzate" "no, io le dirò per tutta la vita!" -, quando, una volta iniziata la mia sfuriata fa il "caduto dalle nuvole", cercando di dire che ha ragione lui... neanche cercare di chiedere scusa... far finta di niente... che persona di merda.
e sono dispiaciuto di sfogarmi così, non è da me, però certe delusioni è meglio non tenersele per sè. anche se il mio tono di voce durante la sfuriata aveva ben poco del "trattenuto". e anche pensare che forse nessuno leggerà questo post fa male.
ho scritto un bel post che splinder ha gentilmente cancellato. era anche bello lungo. proverò a riassumerlo.
oggi si è cenato con qualche ex compagno del liceo. al solito si è riso molto. ma poi si è parlato, ci si è confessati. continuo a pensare che è come se si sia stati soldati insieme, e si condivida molto. altrimenti persone diverse non potrebbero essere così affini. so chi sei, sai chi sono. ognuno combatteva la propria guerra con se stesso ma non si diceva. certe cose le si teneva per sè. sotto sotto però lo sapevamo, lo sentivamo. convergenti e paralleli allo stesso tempo, se mi concedete questa specie di ossimoro - quanto odio gli ossimori; non è colpa loro, ma in troppi cercano di forzare la logica aristotelica usandoli senza sapere come si fa -.
poi si fa l'università e si è soli davvero. per la prima volta. se ci si accorge di quello che si aveva, si è fatto un passo avanti. quando spontaneamente viene da parlarne, quando gli spiriti sono così affini - tipo allineamento dei pianeti - e quando si scopre che, ognuno a modo proprio, si sta andando verso strade che non divergono, ma sembrano andare parallele, quando si vede che si comincia a interpretare la vita in modi simili, la solitudine sembra diradarsi un po'.
"mi mancano quelle serate", detto con malinconia ma non con il dispiacere che questo non possa più succedere - non così - ti fa venire un balzo al cuore. cazzo, anche a me mancano. e ci si sente ancora meno soli - non mancano solo a me, allora! - e non ho più 16 anni. e forse è giusto così. ripensandoci, si era tutti sulla stessa linea di partenza. viene da ridere a ricordarsi di come si era, ma Dio solo sa quanto è importante cominciare. e farlo insieme è stato bello. non lo dico con tristezza, ma con gratitudine.
gran bel regalo di Natale
dopo aver passato la giornatta in casa a studiare, ascoltare wagner (le cose sono collegate), guardare vecchie puntate di batman, documentarmi per la tesi, alle 18 decido di andare in centro. pensavo ci fosse più gente, ma la massa continua a essere l'essere che fra tutte le creature sulla terra odio di più - va beh, non esageriamo, diciamo che è nella top ten -. spallate, spinte, scontri frontali. io a testa bassa riesco più o meno a cercare quello che voglio - non a trovare tutto: ma si possono ordinare i libri per casa editrice????? e io come li trovo??? -. torno a casa. un freddo porco, come è in parte giusto che sia. pullman più che pieno. 'na roba oscena. mi infilo al pelo. muso a muso con una mia vecchi fiamma che fa finta di non riconoscermi e non mi saluta. non dico niente, non ho voglia nè di fare il polemico nè di parlare con qualcuno. sale una deficiente che o non conosce la legge fisica che impedisce a due corpi di occupare uno stesso spazio o è attratta irresistibilmente dal sottoscritto - propenderei per la prima ipotesi, in altre vesti so essere irresistibile, ma incappottato mi sa di no - e mi spappola contro il vetro. ovviamente sono talmente infastidito e sull'orlo di un attacco di ansia che dopo una fermata scendo. un freddo porco, come è in parte giusto che sia. torno a casa a piedi, vedo una famiglia che carica l'auto di regaloni enormi - li voglio io! qualsiasi cosa siano, li voglio io! adoro i regali! -. se non fosse che subisco immancabilmente la forza centripeta, eviterei accuratamente il centro.
passando ad altro
ora sto ascoltando la suite bergamasque di debussy - quella col sublime chiaro di luna - , dopo aver ascoltato un disco di arto lindsay - un amico del mio sakamoto, che non smetterò mai di consigliare -. niente male. non è al livello dell'amico e sodale nipponico - e neanche dell'altro amico, david sylvian - ma quasi ci siamo -. diciamo che dopo un ascolto, direi che uno sta al giappone come l'altro sta all'inghilterra come l'altro sta al brasile. ho finito IL CAVALIERE OSCURO COLPISCE ANCORA, che non è malaccio, ma non è al livello del primo - e poi Miller comincia a ripetersi, sempre con questo noir iperviolento autocompiaciuto -. ad attendermi prima di andare a dormire, AMERICAN GODS, gli ultimi capitoli, libro di gaiman che si ricollega al filone del postmoderno "basso" che tanto mi attira e che è alla base de LA LEGA DEGLI STRAORDINARI GENTLEMEN e, più sottilmente, di HARRY POTTER. ma di questo potrei parlare un'altra volta, o magari in un'altra sede... un anno fa non avrei mai detto che mi sarei appassionato a harry potter, ma non potevo vivere solo di dostoevkij e kafka. altrimenti poi ho paura di svegliarmi ed essere uno scarafaggio - io beatlesiano... - e di paure, ora come ora, ne ho fin troppe.
...così ricominciò "porto bello" enzo tortora dopo quello che gli era capitato...
non ricordo chi, ma qualcuno mi consigliò a suo tempo di non chiudere il blog, che tenermi una porta aperta non faceva male. ho fatto bene a seguire il consiglio. almeno non devo rifarlo dall'inizio.
di solito quando c'è un cambio di corso c'è anche un restyling. mi viene il sospetto che alcune decisioni editoriali a volte vengano prese solo per cambiare le copertine o le impaginazioni...
non ho voglia di cambiare questo blog, la tonalità di giallo mi piace. al limite aggiungerò qualche foto, ma non ora.
quante cose ho scoperto e riscoperto in questi mesi; ho imparato che mi piace stare tranquillo. ho riscoperto il piacere della lettura. ho composto - strano ma vero - le canzoni più allegre che abbia mai scritto, nel periodo più difficile della mia vita. tra l'altro tra poco la registrazione del gruppo dovrebbe essere pronta, vi terrò informati. ho imparato che le cose capitano da sole - nel bene e nel male - , non vanno forzate, e che quindi tutti quelli che si fingono adulti a 20-21 anni sforzandosi di trovare una nuova identità che li allontani da ciò che erano fanno una gran cagata. - glielo dico, mi danno ragione, vanno avanti come se niente fosse... - ho scoperto che amo ridere. ragazzi, come si fa senza FRIENDS, FAMILY GUY, I SIMPSON, il SATURDAY NIGHT LIVE (quello vero, non la porcata italiana)... e poi i comici involontari come BATMAN (quello di Adam West, ma vi prego, non ricordatevelo solo per le onomatopee, sarebbe troppo banale!!).
ah, indovinate un po'?!? sto diventando una specie di intellettuale. per molti lo sono sempre stato, adesso pare che lo stia diventando davvero. amo sempre di più leggere saggi e cose impegnative. ma al solito non vado bene a parlare di me in questi termini.
prometto che parlerò d'altro e cercherò di essere di nuovo divertente. - sempre che lo sia mai stato -
mercoledì 17 gennaio suono al magazzino di gilgamesh con i NO FRILL acoustic trio, standard rock rifatti in chiave acustica.
molto brevemente, visto che a quest'ora internet lo pago, vorrei far sapere a chi è interessato che qui credo si ricomincerà a scrivere. cioè, io a scrivere, Voi a leggere - educatamente Vi indico con la maiuscola... - .
negli ultimi otto mesi sono accadute troppe cose perchè si possano inserire in un post - neanche in 5 o 6 - e tutto sommato non credo di volerlo fare. sta di fatto che non è stato affatto un bell'anno - e già così suona eufemistico -. sono cambiate alcune cose, molte forse in peggio - a me sembrano peggiorate. -
il pranzo è servito - reminiscenza - e devo correre. magari stasera scrivo qualcosa di compiuto.- l'ho mai fatto? -