
sono andato relativamente a pochi concerti durante l'arco della mia vita, ma negli ultimi giorni ne ho visti un po', e con piacere, dico la verità.
stasera joe zawinul, il tastierista dei weather report. beh, dopo un po' è stato positivo l'essere andato con amici, almeno si parlava... grande perizia dei musicisti, ma se ci si deve attaccare solo a quella, allora non ci siamo. non che fosse male in generale, ma mi è sembrato di sentire lo stesso pezzo per un'ora e mezza. e quel dattilografo austriaco - come lo chiama un mio amico pianista - poteva almeno sprecarsi per un bis.
per il resto, sono in trepida attesa di harry potter. per quanto anche la home page di libero oggi titolasse a grandi lettere un particolare del finale, cercherò di evitare il più possibile gli spoiler. per questo lo leggerò in inglese.
a questo giro son riuscito a seguire un concerto intero al traffic; antony and the johnson's prima - motivo per cui sono andato al concerto -, franco battiato - lo so che il link qua è superfluo... - poi. e, contrariamente alle aspettative, il mio gradimento è stato capovolto: mi è piaciuto battiato, non mi è piaciuto antony. ma devo spiegarmi meglio in entrambi i casi.
antony forse ha voluto fare un po' troppo "lo strano" - come se non lo fosse già di suo -: in linea di massima è stato comunque molto bravo, peccato solo che non fosse assolutamente adatto alla situazione: quartetto d'archi, piano, basso, batteria, chitarra e sassofono (forse anche fisarmonica?) suonati con eccelsa delicatezza, che richiedeva un raccoglimento impossibile per un parco affollatissimo. probabilmente in un locale tutti avremmo avuto gli occhi lucidi, e ci saremmo evitati certi commenti del pubblico - "ma chi è 'sto frocio?!?" -. questa non è una colpa del gruppo, certamente. non conoscevo tutti i pezzi, e quello nuovo, everything is new, era sinceramente una cagata - se è troppo tecnico, chiedete pure chiarimenti - : mi auguro che per il prossimo disco il pezzo venga limato a dovere.
bravo battiato, me lo aspettavo, ma qui parte il discorsone. è ammirevole che il cantautore cerchi sempre sostegno nei musicisti giovani, per dare nuova linfa alla sua musica, soprattutto se pensiamo che si è sempre presentato in qualità di sperimentatore. ma le quattro ragazzotte alternative - la bassista/corista l'ho riconosciuta: jessica dei gazosa - che suonavano dietro erano sinceramente imbarazzanti, tant'è che per i pezzi più vecchi, più ricercati - ma anche niente di chè, come cuccurucucù - la ritmica doveva cambiare. e in definitiva anche i pezzi vecchi, quelli non "nati" con quel gruppo, erano i più convincenti - la già citata cuccurucucù, voglio vederti danzare, la cura, l'era del cinghiale bianco, centro di gravità permanente, shock in my town, le cover di ruby tuesday e amore che vieni, amore che vai - . anche il pezzo lasciato alle ragazze da sole era proprio una cagata - idem come sopra, mi ripeto -. la mia impressione è che il cantautore siciliano non abbia più ben chiaro cosa è nuovo, innovativo, ma non volendo darlo a vedere dia spazio a dei giovani che in realtà non è che meritino. a lui suonano probabilmente potenti, extra strong, ma in definitiva erano delle pasticcione che facevano fracasso, e neanche tanto bene. e anche i ragazzotti alla chitarra - soprattutto quello alla chitara... - e alla ritmica non erano eccelsi... belli i tempi in cui tra gli "amici" di battiato c'era morgan!
p.s. perchè alla fine sono dovuti venire a rompere i coglioni i subsonica...?
berlin è un disco di lou reed uscito nel 1973; in sostanza una rock opera. fu un flop clamoroso all'epoca, soprattutto se pensiamo che l'anno prima reed aveva pubblicato transformer (che contiene perfect day, vicious, satellite of love, per intenderci). qualche mese fa berlin è stato eseguito dal vivo per la prima volta dopo che qualche impresaria tedesca ha insistito tanto. quest'estate, allora, il buon vecchio lou gira l'europa suonando la sua rock opera.
stasera dovevo andare a vederlo, era gratis. mi do appuntamento con un amico: l'accordo è che una volta là, lo avrei chiamato. ovviamente là lui non ha risposto, forse per colpa di uno strano effetto che, in colossale presenza di campo, impediva le comunicazioni. però quelli attorno a me telefonavano...
dopo due pezzi decido di andarmene; non vale la pena, e poi da solo, in mezzo ad una massa di canne...
un po' incazzato col mondo - fors'anche col mio amico - cerco di consolarmi citando il mio stesso amico che 3 giorni fa ha detto una cosa sacrosanta: lou reed ha preso il peggio dell'eroina, richards il meglio...
stasera ho assistito al concerto, cui non si pensava di andare, del cantautore congolese lokua kanza. subito dopo si è passati a qualche centinaio di metri, sempre nello stesso parco, ove è stata piazzata una pedana per ballare. liscio, naturalmente. penso di poter dire in qualche modo che è stata una serata all'insegna della world music, perchè il liscio era misto a balli latino-americani in generale e a tango, mentre il cantautore di fatto proponeva canzoni di tipo cantautorale nel senso più avvicinabile per noi italiani (unici al mondo ad avere tale parola, tra l'altro): chitarra acustica, 2 coristi e percussioni, tutto rigorosamente strofa-ritornello (altra consuetudine nostrana). stampo europeo/americano ma chiare origini africane (il percussionista ha giocherellato con divertimento su una batteria rock limitata a qualche tamburo), cantato in lingua a me sconosciuta. insomma, una specie di pidgin musicale, un ibrido che stava benissimo in piedi da solo. sommate le due situazioni siamo veramente al limite della schizofrenia musicale. ora sto ascoltando springsteen, in macchina thelonious monk, oggi pomeriggio ho ascoltato i klezmatics - che magari lunedì sera vado a sentire - e page e plant nel live no quarter, con orchestre egiziana e occidentale.
c'è in tutto questo un meraviglioso senso di unitarietà, e credo di trovarmi di fronte al meglio di ciò che la tanto vituperata globalizzazione ha prodotto, ossia una commistione, un grande melting pot in cui tutto si avvicina ma rimane ben distinto. ciò mi fa un po' ben sperare - non di più, rimango pur sempre un pessimista nichilista, o un pessimo nichilista -.
ma la vera questione è questa: quando ho osservato che il lisciazzo mortale che arrivava dalla pista da ballo era musica senza dignità, un mio amico - cantante nel mio duo e nel mio trio acustici - ha osservato che è musica dignitosa, perchè ha la finalità di far ballare. secondo lui tutta la musica che ha uno scopo è dignitosa; non l'avevo mai pensata sotto questa luce, e forse ha ragione. però che due palle...