
in questi giorni di semi-ozio in cui l'inizio delle registrazioni del disco tiene occupata parte delle mie giornate, mi sto dando alla musica impegnata - ma forse è più appropriato dire impegnativa -. nel momento in cui scrivo sto ascoltando - sentendo? - Lontano di gyorgy ligeti- avete presente 2001: Odissea nello spazio, Shining o Eyes wide shut? -, e in questi giorni in generale ho rispolverato la mia discoteca alla Z di Zappa. finalmente sto ascoltando con la dovuta attenzione i dischi del buon frank, e mi sono tornate alla mente due frasi in il suo nome era coinvolto dette da emerite sconosciute praticamente nello stesso luogo - fnac di torino, nell'allora reparto rock - in momenti lontani. comincio con la prima, rivolta direttamente a me.
trovo un amico batterista, facciamo due chiacchiere e tiro fuori una recente delusione amorosa. interviene la di lui amica, che mi dà un consiglio non richiesto - il solito, quello di trattare male le donne - e poi chiude: "fidati di me, io so esattamene cosa vogliono le ragazze. oh, ecco il disco di frank zappa che stavo cercando da tanto!". da lì dubitai che lei potesse essere una fonte attendibile, per quanto forse quel particolare consiglio non fosse del tutto errato - ma non mi arrenderò mai a tale logica -.
mesi dopo gironzolo sempre lì - la mia seconda casa... -, sempre nel fondo dell'ordine alfabetico, e passano delle ragazze di non più di 17 anni. una si ferma ed esclama: "frank zappa!", prendendo in mano un disco - forse Apostrophe ('), forse You are what you is -. decido di ascoltare quello che dicono fingendo di leggere le note del primo disco che mi capita a tiro, perchè mai più credevo che una ragazzotta così trendy potesse anche solo aver mai sentito quel nome. terminò così la frase, rivolta alle amiche ancora più trendy: "lo ascolta stefano - nome di fantasia, l'originale non lo ricordo -. minchia ma ti rendi conto che coglione? oh, hai mica visto se è uscito l'ultimo singolo di paris?". ecco, qua mi è venuto in mente verga e lo stranamento ribaltato, ma ancora di più - visto che non sono in realtà così colto - avrei avuto voglia di fracassarle la testa contro la colonnina di ascolto dei cd.
la musica contemporanea è ostica, ma se la si prende da "esterno", asoltando con attenzione anche i commenti di non ne capisce niente, ci si fanno delle grasse risate, e facendo perdere quell'atmosfera - ora sto ascoltando Atmospheres di ligeti - di sacralità che in effeti ha un po' rotto i coglioni.