
stasera ho andato al concerto di morgan, sicuramente uno dei pochi artisti italiani che posso dire mi piacciano. l'ascolto di zero in terza media fu quasi sconvolgente, e ancora oggi quando lo riascolto - non è musica che si lascia ascoltare tutti giorni, e forse è il suo più grande limite - ci ritrovo qualcosa di nuovo. fondamentalmente credo sia citazionismo relativamente sterile, ma mi diverte da bestia.
passiamo al concerto, del quale lascio qui una delle 5 o 6 foto che ho fatto - tra l'altro ero praticamente in braccio a morgan, che ha offerto da bere ai miei amici -. il set era totalmente elettronico, a dispetto delle mie aspettative, quasi certo che fosse il solo piano e voce. morgan suonava 8 tastiere + laptop e un elettrofibrafono che non ha mai usato e un altro tizio altissimo aveva altre elettronicaglie, tra cui il theremin. 6 canzoni del nuovo disco - il cui limite più evidente, continuo a sostenere, siano i continui ed espliciti riferimenti alla storia con asia argento finita male; un conto è partire da lì, un altro è fare un disco costruito su quello senza mezzi termini... -, un po' di materiale solista e 3 pezzi dei bluvertigo, tra cui zero, la mia preferita, oltre a una zoppicante versione accennata di life on mars - ma sul classico non si sbaglia, anche perchè se tutti cantano chi ti ascolta mentre non arrivi al saaaaaaailor...? -. tutto bene, peccato che il problema con l'elettronica, qui usata come piace a me, è che non ci si può permettere di perdere un colpo ogni tanto; e i ragazzi, tra le 20 sigarette fumate, il chinotto, la birra, l'acqua e il vino, più di un colpo lo hanno perso. per cui strofe ciccate, accordi inculati - la crisi è venuta tutta sbagliata - e via discorrendo. però ci stanno queste cose, per me: il live è anche questo, e l'energia che c'era ha fatto abbastanza da contrappeso. certo però sbagliare e ridacchiare per rimediare quando è chiaro che i pezzi non si ricordano perchè non si sono provati un pochino può infastidire.
come chiosa, mi piace ricordare la coppia dietro di me, due ragazzi un po' incazzati perchè nessuno ballava che hanno iniziato a copulare su un lentone e il cui dondolìo - avevo l'esclusiva del culo della ragazza - è quasi riuscito a svegliare alcuni miei istinti che credevo smarriti da tempo.
nonostante le pecche, se avrò di nuovo modo, lo andrò ancora a vedere. magari piano e voce, magari ubriaco, così fa anche un pezzo di tenco.
musicalmente, do una possibilità a tutti. anche più di una, sono magnanimo. umanamente non sempre, dipende da tanti fattori, ma questo credo capiti a tutti.
sto ascoltando giovanni allevi. il singolo che ci stanno propinando in tutte le salse, back to life, è molto orecchiabile, e questo mi è bastato.
sono stato spinto anche dal fatto che qualche mese fa ho ascotato ludovico einaudi, e ne sono rimasto profondamente deluso; si, devo essere stato un po' snob, sapendo che fu allievo di berio mi aspettavo neanch'io so cosa. viziato dall'ascolto di philip glass, mi sembrò risciacquo di piatti. e poi allevi si è dichiarato un ansioso quasi cronico, e un po' di solidarietà corporativa qui ci sta.
allevi non mi sta piacendo, ma non perchè voglia fare lo snob - c'è in atto una blanda ma significativa piccola querelle a riguardo: questi pianisti che scalano le classifiche pop con melodie molto orecchiabili e che vengono da fior di studi classici sono da considerare musicisti e compositori "colti"? -, ma perchè non mi sta avvincendo. ho amato e amo ancora molto bttb di sakamoto, disco di piano solo con melodie del genere ma secondo me molto più ispirato: lo consiglio a chiunque. ovviamente un caposaldo del genere è il koln concert di keith jarrett, che avrà tutt'altra costruzione - improvvisata o meno; secondo me è improvvisato -, ma essendo troppo prolisso dopo un po' non lo seguo più.
il mio giudizio non rimane però del tutto negativo - indovinate cosa penso della querelle che ho citato? -, per un motivo: questo ascolto - è ripartita adesso back to life, meno male - mi ha spinto a scrivere, mi ha solleticato in qualche modo. e questo non basta?
di tanto in tanto mi ricordo di avere un blog. il problema è che durante l'estate non avendo un bel niente da fare magari qualche post ogni tanto ci scappa, con l'arrivo dell'autunno e degli impegni salta tutto; me ne accorgo soprattutto perchè non ho neanche voglia di leggere i blog altrui, figurarsi di curare il mio. macchè curare, neanche di scriverci qualcosa!
di cose da dire ne avrei, ma sono talmente tante e ho talmente poca voglia di farlo che... beh, finisce che non le faccio. ma forse sotto sotto è anche per questo che tengo un blog: lo uso come cartina tornasole, per cui se finisce che passo le mie giornate a pensare a cosa scrivere vuol dire che qualcosa non quadra, e via discorrendo con tutte le sfumature in rapporto di proporzionalità indiretta. tanto per precisare, parlo - scrivo - a nome mio, e non penso che valga la stessa regola anche per gli altri.
il mio cervello non sta mai fermo, ascolto sempre più musica - ultimo arrivo importante: elvis costello -, leggo sempre più fumetti - ultimo arrivo importante: crisi sulle terre infinite, e il portafoglio piange -, meno libri ma so che è un periodo. la vita da universitario specialistico è iniziata, quella da maestro di musica è ripresa, e anche l'attività concertistica piano piano dà segnali: sabato i Silence Please hanno conquistato il circolo retrò - rimanete in contatto, possibile seguito in arrivo -, il 7 novembre concerto del trio no frill e altre idee per la testa, oltre al disco dei Silence Please - dal titolo Silence Please: ore e ore di brainstorming... - che sta per uscire.
ho fatto compagnia a un ragazzo inglese e alla sua ragazza texana che sono venuti in visita a torino, gran goduria per la mia personalità anglofona, e ho sentito un sacco di volte ripetere gratsi... ma perchè non riescono a pronunciarlo come si deve? ho fatto il trascrittore per una emerita canzone di merda, ma questo meriterebbe un post a parte. ecco, magari è la volta che scrivo un post come si deve...