
cosa difficile da definire, l'ispirazione. cos'è? ma soprattutto, da dove diavolo arriva? molto spesso i songwriters dicono di scrivere melodie che, di fatto, "si fanno scrivere" da sole, come se fossero ispirati divinamente. quello di cui vorrei scrivere ora, si scosta di poco da ciò, e tocca l'ispirazione tratta da un'altra opera.
leggo ora su wikipedia che nightporter dei japan - da gentlemen take polaroids, ne parlo non molti post fa - è una rielaborazione delle gymnopedies di satie, che adoro - ma forse è limitativo -. lì ho capito perchè, di quel disco, su tutte mi ha colpito tale canzone, ma di fatto ancora adesso che la sto ascoltando... beh sì, proprio ora qualcosa lo riconosco, il tempo ternario, le settime maggiori, ma non ci avrei mai pensato. e mi è capitato tante di quelle volte di sentire dire da autori che sono partiti elementi che poi, nel prodotto finale, non ritrovavo. in tutte le arti: c'è chi parte da v per vendetta e io non me ne accorgo, chi imita la musica soul della motown anni '50 e '60 ma a me non sembra... dostoevskij è partito da dei delitti e delle pene di beccaria - oltre alle sacre scritture - per delitto e castigo, ma a me in prima istanza non sarebbe venuto in mente - e non necessariamente per ignoranza; anche, ma non necessariamente -. l'ebony quartet di stravinskij parte dal jazz... se non me l'avessero detto, non me ne sarei accorto. lo stesso valga per rag piano music dello stesso autore - che ho messo tra le mie opere "classiche" preferite nella colonna a destra -. quanta contemporaneità è partita dal medioevo e a noi proprio non sembrava!
beata di illusione di un sapere che, a tutti i livelli, in fin dei conti non è mai sufficiente, unita ad un'altra meravigliosa caratteristica umana, alla quale mi sto appassionando di recente: la capacità di interpretazione. lo statuto di ambiguità umano permea anche le nostre produzioni, fino a permettere di attribuire significati profondamente diversi ad uno stesso oggetto osservato, per cui una stessa cosa vuole dire tante cose diverse quante sono le persone che ne fruiscono. è verissimo che c'è significato in chi guarda e non in ciò che è guardato. ragazzi se è vero. e, ragazzi, com'è facile prendere il volo con questi discorsi...