
sto cercando di fare ordine nel mio cervello, per capire cosa sia successo di importante nell'ultimo da segnalare nel post di fine anno. gli avvenimenti grossi li so, ma forse quelli più consoni ad un blog come il mio, quelli che riguardano libri e dischi e film, sono dri da trovare. fatico sempre a ricordare cosa abbia letto nell'ultimo anno, non ho una cronologia chiara di queste cose: una volta fagocitate, entrano in un eterno presente. qualcosa tra le mani comunque ce l'ho - evitiamo le battutacce -, e può venir fuori un elenco importante. non particolarmente lungo, ma denso, sentito.
per passare ad altro, ahimè mi ripeterò, ma vorrei scrivere di canzoni. non lo faccio perchè mi occupo solo di quello, ma quando navigo ascolto sempre musica, e questa condiziona i miei pensieri, e qui li smaschero. un bellissimo disco mi sta accompagnando in questo momento: north di elvis costello. di costello parlerò prossimamente. qui mi interessa pensare a un'altra cosa: le canzoni di questo disco sono delicate in maniera imbarazzante, al punto di non essere più universalmente belle, ma di richiedere un determinato stato d'animo e una determinata sensibilità perchè vengano apprezzate. questo disco, in formazione voce-piano-orchestra, è stato inciso per la deutsche gramophone, che storicamente produce solo musica classica. l'apertura a costello - e quest'anno a sting con le songs di downland - fece scalpore, ma lui, è evidente all'ascolto, ha fatto di tutto per essere "appropriato". non c'è rock, ci sono canzoni straordinarie in un pacchetto vagamente anni '40.

non posso negare che al momento questo strano omino inglese sia il mio modello principale per la scrittura delle canzoni - è una autore di bridge al livello di mccartney, lennon e harrison, oltre a battersela alla pari con bacharach, con cui ha anche inciso un increcibile disco, painted from memory; insomma, uno dei più grandi songwriters viventi -, ma mi chiedo se, concettualmente, non avrei preferito un disco "rumoroso" - nello stile di costello, ça vas sans dir -. certamente preferisco le melodie, ma sarebbe stata una bella provocazione.
sono certo che ci sia stato un accordo neanche troppo tacito tra lui e la casa tedesca, e comunque apprezzo molto il gesto. ma concettualmente non sono soddisfatto al 100% del fatto che delle canzoni vengano pubblicate dalla deutsche a patto che siano presentate così, che il jazz sia stato "legittimato" perchè stravinskij lo ha reinterpretato e che il suo studio venga spesso fatto in maniera scorretta, cioè attraverso l'analisi della partitura e non della registrazione, processo applicabile solo per la musica di tradizione accademica, che la musica popolare sia importante perchè ha fornito spunti a beethoven, brahms - che ha compiuto dei crimini armonici "raddrizzando" certe cose -, bartòk e chi più ne ha più ne metta, che il rock sia legittimo perchè berio ha scritto un saggio su di esso - cosa che troppi musicologi sembrano aver dimenticato... -. lo stesso valga per la letteratura o per il cinema.
sentir parlare di legittimità per le espressioni umane mi infastidisce. nel frattempo, però, mi siedo e mi godo i risultati dei tentativi di mediazione.
north, di elvis costello