
questa sera sono andato al concerto di mike patton con gli zu. sono stato indotto da amici, ovviamente. ho qualcosa di patton, ma non mi sarei mai deciso ad andare da solo là. che poi alla fine da solo ci sono stato per davvero, visto che i miei amici sono stati sotto il palco e io mi sono decentrato perchè c'era troppo bordello: già la musica prima del concerto martellava nelle viscere, e a me quelle cose danno fastidio. allora sono stato di lato, fuori dall'occhio delle casse. non mi sono privato di un piccolo attacco di panico, ma non stare nella ressa e fuori dalle vibrazioni più forti mi ha aiutato a reggere.
comincia il concerto e decido di andarmene: solo rumore. mi dico allora di non fare lo schizzinoso, e che io stesso sono una specie di guru del casino. la differenza, mi ha aiutato a capirlo, è che io non faccio sommergere tutto dal rumore, lo tengo sotto controllo. sta di fatto che alla fine mi sono seduto su un tavolo in fondo e il concerto l'ho seguito. ci sono stati dei momenti gradevoli, cioè quelli in cui spiccava patton e i suoi ricordi zorniani, ma sta di fatto che questa musica la devo prendere da una certa distanza - in senso letterale -: delle bordate viscerali non sono esattamente quello che voglio.
ma a questo punto, se questa musica va ascoltata così, se io la ascolto in tutt'altra maniera, ne cambio il senso? e la stessa musica che sentivano i tipi fumati ed esagitati sotto il palco? credo siano valide sia risposte positive che negative, e la domanda in fondo è retorica, per cui non cerco risposte spicciole. approfondirò l'argomento in separata sede. rimane comunque il fatto che ora, per controbilanciare l'equazione, sto ascoltando roba melensa ed estremamente melodica.